Il fondatore di Facebook chiede scusa ai suoi utenti
Beacon è un sistema di advertising che traccia l’attività che un utente del social network compie in altri siti web e poi la rende nota alle persone presenti nella sua lista di amici. Ad esempio se un utente di Facebook va in un sito e compra un dvd, a tutti i suoi amici appare la sua foto e l’acquisto fatto, sotto forma di raccomandazione e consiglio dello stesso prodotto.
Inizialmente Facebook si è giustificato sottolineando che il sistema fa visualizzare all’utente una finestra per dare il consenso o meno alla diffusione delle informazioni sulle proprie attività.
Beacon, infatti, si basa su un sistema opt-out, che costringe gli utenti che non vogliono dare il consenso a rifiutare ogni volta che la finestra appare, risultando, in tal modo, abbastanza invasivo e scocciante.
Le scuse del fondatore di Facebook sono state, per questo motivo, obbligatorie e scontate, pena la perdita di molti utenti del social network. Accanto ad esse Zuckerberg ha dichiarato di voler trasformare Beacon da sistema opt-out in opt-in dando la possibilità agli utenti di selezionare dal proprio profilo i siti a cui consentire di raccogliere e tracciare le informazionil sul proprio conto, per poi pubblicarle automaticamente su Facebook.
L’evento increscioso ha posto l’accento su una controversia importante che riguarda la gestione della privacy e della pubblicità sullo spazio virtuale.
In primo luogo si è evinto che per gli internauti è importante avere il controllo delle proprie informazioni online, su come vengono gestite e su quali dati vengono tracciati.
In virtù di ciò è importante che le aziende palesino il modo in cui raccolgono i dati e in cui li utilizzano, altrimenti commettono una vera e propria violazione della privacy.
Simona Fiore










