2012: la fine del mondo ha una data
21 Dicembre 2012. Una data che secondo il calendario Maya coincide con la fine del mondo. E chi, se non Roland Emmerich è il più indicato a portare sullo schermo questo presunto cataclisma globale?
Il mago del genere catastrofico non lascia un attimo di respiro al nostro pianeta. Se in Indipendence Day ha abbattuto la Casa Bianca, in Godzilla ha messo a ferro e fuoco Manhattan, in The Day After Tomorrow ha inondato l’emisfero Nord, in 2012 la distruzione sarà totale. Il nuovo disaster movie di Emmerich prende spunto da una pessimistica interpretazione del calendario Maya per cui nel giorno della prossima precessione degli equinozi, il 21 dicembre 2012, qualcosa di terribile si abbatterà sulla Terra. Terremoti, tsunami, schianti di meteoriti, eruzioni, incendi devastanti metteranno in serio pericolo l’esistenza umana sul pianeta. Contro la furia della natura un gruppo di persone comuni capeggiate dall’eroico protagonista John Cusack, lottano contro l’inevitabile e contro i potenti del mondo che, si scoprirà aver architettato un losco piano per mettere in salvo i ricchi del mondo su moderne Arche di Noè.
Al di là di una trama scontata e piena di tutti i clichè del genere, la vera forza di 2012 sta nella potenza delle immagini che, con effetti speciali impressionanti, dà corpo ad una visione apocalittica, alquanto eccitante nella sua catastrofica distruttività, al confronto della quale le vicende personali dei protagonisti sono messe in secondo piano. In un turbine di sequenze spettacolari assistiamo a una devastazione totale senza precedenti e al crollo di tutti i simboli della nostra civiltà, dalla statua del Cristo Redentore di Rio De Janeiro alla Casa Bianca, finanche alla Basilica di San Pietro.
Emmerich materializza sullo schermo gli incubi e i timori che alimentano da sempre l’immaginario collettivo, con una vividezza tale che nemmeno i più temerari riusciranno a sopravvivere alla paura dell’Apocalisse.
Enrica Raia










