Paranormal Activity: l'horror stile The Blair Witch Project dal 5 febbraio al cinema
Paranormal Activity è il fenomeno horror del 2010. Una storia riuscita e un titolo che ha incuriosito subito gli amanti del genere hanno reso questo film un successo planetario.
Con un budget di soli 15 mila dollari, il regista Oren Peli ha incassato oltre 100 milioni di euro in America. Stile The Blair Witch Project, ma meno pauroso, il film è stato girato in casa del regista, che non lo considera tanto un horror, ma “Un thriller soprannaturale, psicologico, e questo perché non c'è sangue. La tensione nasce da un suono, un sospetto, la paura di qualcosa che non si conosce. In questi casi non c'è assolutamente bisogno del gore”.
Di questa pellicola low-cost ha colpito anche la bravura dei due attori, sconosciuti al grande pubblico, che sono stati abili ha trasmettere la paura e l'angoscia dei fatti che vivevano.
I protagonisti di questa storia sono Katie (Katie Featherson) e Micah (Micah Sloat), due ragazzi che decidono di andare a vivere insieme in un appartamento, dove non avranno vita facile a causa di episodi inquietanti e forse 'paranormali', che li accompagnano durante la notte.
Consultano un esperto del settore che rivela loro una paurosa verità: l'entità che li tormenta è un demone che si nutre delle loro energie negative. I ragazzi, però, non si fanno intimorire da questa rivelazione: infatti, Micah decide di riprendere ciò che accade durante le ore notturne attraverso una videocamera posizionata nella stanza da letto.
La videocamera riprendere i due nel sonno: lenzuola che si muovono, la porta che cigola e strani rumori vengono carpiti dall'occhio vigile della telecamera. Tensione e paura sicuramente nascono nello spettatore, anche grazie all'effetto 'realtà' creato dall'uso di una semplice videocamera e dalle ambientazioni casalinghe che rendono tutto molto più 'autentico'.
Ma il pubblico si chiede anche perché i ragazzi non abbandonino la casa, alla luce di queste attività paranormali.
Paranormal Activity è un esempio interessante di come il cinema horror sia stato ricollocato ad una dimensione semplice e minimale: ogni spettatore crea una propria paura, un proprio mostro da combattere, una propria esperienza paranormale.
Daniela Caruso










