Lucia Rossini e Barbara Montereale chiedono la sospensione di Lost in wc
Ancora grane per Simona Dandini. L’incorregibile conduttrice tv di Parla con me continua a collezionare querele. Da quest’anno la sua trasmissione ha al suo interno una mini trasmissione, “Lost in wc”, come di consueto ispirata alla satira politica, che dopo poche puntate già rischia di essere fermata.
I protagonisti della denuncia, partita da Bari, sono Lucia Rossini e Barbara Montereale; due ragazze ventenni diventate popolari a seguito di alcuni scatti fatti nel bagno di Palazzo Grazioli, residenza del Presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Lucia Rossini, venticinquenne barese, si è voluta tutelare tramite l’avvocato Sassanelli, il quale puntando sull’estraneità della sua assistita al presunto giro di escort del Presidente, parla di “danno morale” nei suoi confronti.
La serie “Lost in wc” va in onda per due minuti ad ogni puntata, e le parole della Dandini che l’ha definita “la fiction che nessuno voleva mandare in onda”, sono state profetiche.
Protagoniste della trasmissione sono due donne giovani e belle (Federica Cifola e Paola Minaccioni) che si preparano nel bagno di Palazzo Grazioli, (che non viene mai nominato ma il riferimento è ovvio), per andare da un “lui” che sceglierà con chi passare la notte.
Il riferimento sarebbe dunque a Lucia Rossini e Barbara Montereale, le quali si sono difese dichiarando la loro estraneità ai fatti. Fatto sta che la sera in cui sono state scattate le foto che le hanno rese famose, durante una festa a Palazzo Grazioli appunto, era presente anche Giambi Tarantino, attualmente indagato dalla Procura di Bari per aver procurato delle escort per le feste private di Berlusconi.
E la Rossigni per difendersi si dichiara solo amica di Tarantino. In questo caso la Dandini non avrebbe fatto una satira in senso stretto, ma avrebbe diffuso “circostanze false e diffamatorie”, e da qui la denuncia.
Per fermare lost in wc è stata addirittura scomodata l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, la Presidenza rai e il direttore di Raitre.
Tutto ciò che poteva essere smosso insomma.
Ma la Dandini come sempre ha trovato parole per difendersi: “Nel programma non ci sono censure né bavagli fino a prova contraria. Saviano ha ragione: censura non è solo chiudere un programma, ma è anche non farti lavorare serenamente, intimidirti".
"Non ho mai assistito", continua, " a un atteggiamento così astioso della politica verso la televisione: fortuna che noi, a Rai tre, grazie anche al direttore Ruffini, continuiamo a lavorare serenamente"
Alessandra Pugliese










