Ginevra, l'acceleratore del Cern si blocca a causa di una mollica di pane
Una mollica di pane è bastata per mandare completamente in tilt l'acceleratore di particelle del Cern di Ginevra. Il sofisticato, ipertecnologico e costoso strumento messo a punto per studiare il Big Bang è stato così bloccato da una semplice briciola caduta, con ogni probabilità, dal becco di un uccello. La mollica ha simbolicamente vinto contro l'accelleratore. Per intenderci, si tratta di un congeno costato 4,9 miliardi di euro e lungo 27 chilometri.
L'acceleratore di particelle è stato costruito per dimostrare l'esistenza del Bosone di Higgs. Si tratta di una "sostanza" che, se esiste davvero, foornisce la massa alla materia dell'universo. Insomma, diciamo che non si tratta di argomenti particolarmente semplici da spiegare. Al contrario è però bastata una banalissima mollica di pane a mettere in crisi tutto il Cern di Ginevra.
In giro per il mondo si sprecano i commenti, molti dei quali ironici, sull'accaduto. Al momento non è ancora ben chiaro come la briciola di pane sia finita nell'acceleratore del Cern.
Un'incidente non dissimile era accaduto il 10 settembre 2008. In quell'occasione ci fu chi addirittura previde che la vita dell'acceleratore non sarebbe stata facile, sostenendo paradossalmente che sarebbe stata lo stesso "futuro" a sabotarla. Questo uno stralcio dell'articolo di Dennis Overbye uscito sul New York Times il 13 ottobre di quest'anno, ben prima quindi dell'incidente della mollica di pane: "il Large Hadron Collider è pronto per ripartire (...) Sarà il momento per verificare una delle più bizzarre e rivoluzionarie teorie scientifiche mai sentite (...) Sto parlando dell’ipotesi secondo cui a sabotare il travagliato sincrotrone sarebbe niente meno che il suo stesso futuro. Una coppia di affermati fisici ha suggerito che l’ipotetico Bosone di Higgs, che gli scienziati sperano di produrre grazie all’LHC, potrebbe essere a tal punto scabroso per la natura che la sua creazione sarebbe sufficiente a produrre un ritorno al passato e a fermare il sincrotrone prima che ne produca uno. Come un viaggiatore del tempo che tornasse indietro negli anni per uccidere il proprio nonno".
Giovanni Carzana










