Sud Express, il treno della speranza non è ancora al capolinea
L'ondata del Neapolitan Power non si è ancora conclusa.
A distanza di circa 30 anni, qualche eco musicale arriva ancora oggi, tramandata dai protagonisti di quella che fu l'espressione musicale di un periodo estremamente fertile per la cultura e l'arte di Napoli.
Franco Del Prete è sicuramente uno di loro. Batterista e autore prima negli Show Men e poi nei Napoli Centrale, bands di culto tra gli appassionati di quel tipo di sonorità, Del Prete è oggi l'ideatore, oltrechè strumentista, del progetto Sud Express.
“In questo nuovo millennio di euro star, inter city e frecce rosse - spiega il musicista -, il trenino dei Sud Express sembra un treno obsoleto, un vecchio dinosauro in estinzione. Ma è solo un treno che va lento…è questione di tempo, arriverà”.
E il viaggio musicale dell'opera prima della band, chiamata "L'ultimo apache" (RaiTrade edizioni), passa attraverso territori dalle tinte forti, come nella prima traccia "Sud Express" e in "Zì Nicola", ma anche delicati e maggiormente introspettivi, come in "'A terra mia" ('"a gente parla poco ma dice assaje", canta Paola De Mas), dove la malinconia e l'amore della propria terra esiste e resiste anche tra gente che "t'arrobba e spara".
La speranza c'è ancora, dunque, non vuole morire mai, come dimostra "Jesce sole", chiara metafora di un futuro che si immagina sempre migliore anche se si fa poco per cambiarlo veramente.
Le sonorità della band - costituita, oltre che dalle ritmiche di Del Prete e dalla verace vocalità di Paola De Mas (Pietra Montecorvino viene spesso in mente), anche da Piero Gallo (mandolina e chitarre), Francesco Iadicicco (basso, chitarra classica, charango, tastiere), Salvatore Lampitelli (chitarra ritmica, cori) - hanno radici chiare nella canzone napoletana, arricchita però dai fiati (Campagnoli e Falcone alla tromba e Sorvillo al sax) e da altre sonorità, le quali aggiungono spesso un sapore esotico e più allegro.
Numerosa anche la presenza di ospiti speciali. Sul treno che "va' 'e press'" salgono infatti anche Raiz (voce ex Almamegretta), Daniele Sepe (sax soprano) ed Ernesto Vitolo (tastiere), che nella canzone di chiusura "Vita mia" esprimono appieno la passionalità partenopea sia sotto l'aspetto lirico ("Vita mia nun voglio cchiù durmì, voglio nu juorne luongo senza fine pe te vasà") che musicale (intense le interpretazioni di Rais e di Sepe, con quel fluire ininterrotto delle note delicate del suo sax).
"Ngopp 'o treno d'a speranza", dunque, ci sarà pure il tempo per fare "all'ammore".
Alessandro Fedele










