Blues: dagli Usa a Varese con il Black&Blue festival
Musica profonda, che si accorda volentieri anche al piacere di condividere uno spazio comune, in contemplazione o giovialità. Il blues ha origini molto lontane e ragioni storiche che l’hanno caratterizzato fino ai giorni nostri. Radici, dunque, che hanno determinato profondamente lo sviluppo futuro di questo genere musicale.
Le origini collocano il Blues negli Usa intorno al 1870, quando un’immensa comunità nera, afflitta dallo sradicamento, dalla schiavitù e dalla discriminazione, sospese sul Nuovo Mondo un lamento triste, talvolta rabbioso e violento.
Dal XIX secolo fino al XXI il Blues non cambia carattere, diventando espressione di uno stato d’animo che non solo può essere trasposto dalla comunità al singolo, ma anche da un’appartenenza all’altra. Non di rado il genere è stato felicemente riproposto da chi abbia inteso denunciare la condizione di abbandono e degrado di altre comunità. Un esempio italiano ben noto può essere individuato nei primi dischi di Pino Daniele.
Ma passando dal singolo, all'ambiente, ci si può ritrovare a Varese per il "Black&Blue festival", evento imprescindibile per i cultori del Blues, recentemente anche rilanciato dall’accordo con una casa di produzione video, l’Addiction. Dalla sinergia è nata Black&Blue tv, che, proponendo un format ovviamente a base soprattutto musicale, vuole promuovere e far conoscere il Blues e la musica nera in generale.
Del resto, non manca nel nostro paese la riproposizione, qua e là, di questo genere da parte degli interpreti musicali più famosi, come Zucchero ed Alex Britti, ma il pregio del Blues, ed il motivo forse per cui continua ad essere fedele a sé, è la capacità di vivere tenendosi ai lati dell’industria discografica. La sua vita, in realtà, si ritrova più facilmente in dimesioni raccolte e spontanee, egregiamente coltivate in alcune manifestazioni ben note agli amanti del genere.
Segnali positivi, dunque, fuori della cultura musicale di massa.
Danilo Massa









