Camorra, processo Spartacus: la Cassazione conferma i 16 ergastoli
Il processo Spartacus è terminato. La Cassazione ha confermato la precedente sentenza, ribadendo i 16 ergastoli e le altre condanne per i 24 esponenti della camorra dei Casalesi imputati. Il processo in questione è stato uno dei più grandi e articolati ad aver avuto a che fare con la criminalità organizzata italiana, e, nello specifico, con la camorra.
La Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi. Così per i noti boss Francesco Schiavone detto Sandokan (nella foto), Francesco Bidognetti, Michele Zagaria e Antonio Iovine non c'è stato alcuno sconto della pena. Da sottolineare come gli ultimi due "capi" siano latitanti.
Associazione mafiosa, omicidio, porto abusivo d'armi e estorsione: questi alcuni dei capi d'imputazione del processo Spartacus.
Lo scrittore Roberto Saviano, celebre per la sua attività contro la camorra, ha così commentato la sentenza sul sito di Repubblica: "sull'ultimo foglio riposto in cima ai faldoni degli inquisiti che subiscono una condanna appare la seguente dicitura: Fine pena. E dopo due punti, l'anno in cui verranno scarcerati. Per i boss storici dei Casalesi, Francesco "Sandokan" Schiavone, Francesco Bidognetti ci sarà scritto: fine pena mai. La camorra non è imbattibile. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne. Dopo 11 anni si è chiuso il più grande processo di mafia, paragonabile solo al maxiprocesso di Palermo istruito da Falcone e Borsellino negli anni '80. Per lo Stato italiano ora è definitivo: esiste il clan dei Casalesi, esistono i loro affari i boss. È una vittoria. Tre gradi di giudizio, la parola dei pentiti è confermata dalle indagini. Fino alla fine i boss e i loro collegi difensivi hanno sperato che la Cassazione annullasse il secondo grado, ma non è andata così".
Giovanni Carzana










