Caso Marrazzo, per la morte del pusher Cafasso s'indaga per omicidio
Omicidio volontario. Le indagine relative alla morte di Gianguerino Cafasso, pusher di alcuni dei trans coinvolti nel caso Marrazzo, passano a una svolta. Il pusher probabilmente è stato ucciso da qualcuno, tramite una dose di cocaina in cui era stata inserita anche dell'eroina.
Ed è stata proprio quest'utima, a quanto pare, a causare la morte del pusher, nonostante lo stesso fosse abituale consumatore di droghe pesanti. Così lo scenario relativo alla caso Marrazzo si fa sempre più inquietante.
Dopo la morte del trans Brenda (nella foto) questa svolta nelle indagini contribuisce a rendere lo scenario ancora più oscuro. Il pusher Cafasso si trovava in un albergo sulla Salaria quando consumò la dose letale di droga. Assieme a lui il trans Jennifer, con cui era fidanzato. Il viado è sopravvissuto in quanto non fece uso di cocaina quella sera. Era il 12 settembre 2009.
Da sottolineare come il pusher sia stato una delle prime persone che ha cercato di "piazzare" in qualche modo il video "compromettente" con protagonista Piero Marrazzo, che intanto è stato ascoltato nuovamente in procura sabato scorso. L'ex governatore della Regione Lazio ha ammesso di aver incontrato più di una volta il trans Paloma, ma ha negato di aver mai acquistato cocaina. Il viado ha dichiarato di essere stato ben pagato da Marrazzo, anche con banconote di taglio molto grosso come 500 e 200 euro.
Giovanni Carzana










