Delitto dell’Olgiata, gip chiede nuove indagini
Respinta la richiesta di archivio per l’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre avvenuto nel quartiere dell’Olgiata di Roma il 10 Luglio del 1991.
Accogliendo le richieste del Pm Diana De Martino, il Gip del tribunale di Roma, Cecilia Demma, ha disposto ulteriori accertamenti attraverso l’uso delle moderne tecnologie che già in altri casi hanno permesso di risolvere gialli intricati. Le indagini si concentreranno di nuovo sulle due persone indagate di omicidio volontario: Manuel Winston, domestico filippino, e Roberto Iacono, figlio della governante dei figli della contessa.
La richiesta di archiviazione per Iacono e Winston era stata avanzata dopo che nel 2008 l’analisi del dna effettuata su un fazzoletto, rinvenuto nella stanza in cui la contessa venne uccisa, aveva evidenziato la presenza di tracce maschili non riconducibili al profilo genetico dei due indagati. "Siamo soddisfatti perché il gip non solo ha accolto tutte le nostre istanze ma ha anche deciso ulteriori accertamenti", ha detto l’avvocato Giuseppe Marazzita che difende gli interessi del vedovo Pietro Mattei. Nel provvedimento il Gip Demma ha concesso sei mesi di tempo ai magistrati per effettuare indagine su tutti i reperti materiali ritrovati sulla scena del crimine, e in particolare lo zoccolo con cui la contessa fu colpita. Le analisi saranno estese anche al materiale fotografico tratto dai reporter che all’epoca immortalarono la villa e le persone che entrarono e uscirono da essa, e all’orologio che la contessa indossava quando fu uccisa ma che non venne mai repertato dagli inquirenti. Il Gip ha disposto pure il sequestro delle agende della contessa, in possesso di un giornalista, e in cui ci sarebbero scritti nomi di alte cariche istituzionali dalle quali la donna aveva confidato ad un’amica di sentirsi spiata.
Enrica Raia










