Rovigo, giovane muore in discoteca ma la musica va avanti
Mentre una delle presenti moriva, la musica in discoteca andava avanti. E' accaduto a Arquà Polesine nella notte tra venerdì e sabato. La 29 enne E.M. soffriva di una malformazione congenita al cuore, si è sentita male all'improvviso ed è morta.
A nulla è servito l'intervento dell'ambulanza, arrivata a circa 30 minuti dal malore. Quando E.M. è arrivata in ospedale era già morta.
Gli amici della giovane si sono fortemente lamentati per la decisione del gestore del locale, lo Studio 16, di non fermare la musica. Mentre una persona moriva dinanzi a tutti i presenti, la serata è andata avanti come se nulla fosse successo, o quasi.
Guadenzio Ferrari, il titolare dello Studio 16, si difende: "non è stata una mancanza di rispetto nei confronti della ragazza; il nostro obiettivo era quello di facilitare i soccorsi mentre creare panico in discoteca avrebbe potuto sortire l’effetto opposto".
"Poi una delle amiche ci ha detto che soffriva di cuore e che forse non aveva preso le pillole per la malattia; sono arrivati i sanitari del Suem 118 e hanno fatto le manovre per rianimarla prima di portarla in ospedale da dove ci è giunta la notizia della sua morte", ha aggiunto il gestore dello Studio 16. Ferrari conosceva la giovane morta nel suo locale: "era sempre solare e sorridente, una ragazza davvero educata che amava il divertimento sano", dice; "una di quelle persone che è un vanto avere nei propri locali. Non l’ho mai vista bere qualcosa di alcolico un vero esempio per gli amici e per tutti noi".
Giovanni Carzana










