Adelaide Ciotola, servizio censurato a Le Iene: una truffa dietro la vicenda

Una truffa dietro la vicenda di Adelaide Ciotola, bambina conosciuta per la sua lotta contro la sindrome del lobo medio. Servizio censurato a Le Iene e diffida al programma da parte della famiglia della piccola
articolo del 04 febbraio 10

Il servizio sulla vicenda di Adelaide Ciotola, conosciuta al pubblico per la dolorosa vicenda che la vedeva affetta da una grave malattia, la sindrome del lobo medio, è stato censurato a Le Iene.


L'Italia s'è commossa di fronte ad un caso del genere: così negli anni la famiglia della piccola Adelaide ha ottenuto vari fondi per curare la bambina. Le cure, di cui parlava la madre di Adelaide, erano molto costose e non potevano essere effettuate in Italia. Infatti, i soldi sarebbero serviti per recarsi in Texas e farla curare in centri specializzati.


Ma alla base di questa storia ci sarebbe una mega truffa: la Magistratura e la Guardia di Finanza, infatti, hanno aperto un'indagine sul caso.


Luigi Pelazza, la Iena che ha seguito la vicenda, ha scoperto dopo varie segnalazioni da parte di persone che avevano dubbi sulla malattia della bambina, che i soldi giunti alla famiglia non sono stati utilizzati per le cure. La bambina, infatti, sarebbe sana e la malattia solo una congettura per far soldi in modo illecito.


Il servizio de Le Iene non è andato in onda. Inoltre, il legale della famiglia, Sergio Pisani, ha mandato una nota al programma, in cui si legge: “La piccola Adelaide è in questi giorni già fortemente provata dai commenti dei compagni di scuola per quanto sta avvenendo su numerosi social network e quanto pubblicato su diverse testate giornalistiche in tutta la penisola. L'unica innocente vittima di una eventuale messa in onda del servizio televisivo in oggetto, sarebbe la piccola Adelaide e dopo nessuna trasmissione e/o rettifica potrà far riprendere la minore da un trauma simile”.


Ma non è tutto: il programma Le Iene ha subito una diffida, in quanto il servizio “Conterrebbe addirittura notizie allo stato coperte da segreto d'ufficio”.


Il legale, infine, tende a precisare che “Non abbiamo mai detto che la bambina era in fin di vita e lo si evince benissimo dalle trasmissioni televisive in cui la stessa ha una vitalità fuori dalla media. Non abbiamo mai truffato nessuno. I soldi raccolti sono depositati su un fondo e saranno utilizzati per accertare la diagnosi fuori dall'Italia”.

 

Ecco il video della puntata de Le Iene:

 

Daniela Caruso

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