Giampaolo Giuliani accusa Bertolaso: Terremoto prevedibile
Fino a ieri Giampaolo Giuliani, tecnico presso il laboratorio nazionale del Gran Sasso, era un imbecille. Oggi il suo allarme rimasto inascoltato è al centro di feroci polemiche.
Una settimana fa aveva annunciato “ci sarà un terremoto disastroso”, scatenando la psicosi in tutto l’Abruzzo già provato dall’ondata di scosse sismiche che andavano avanti dal Gennaio scorso, e le ire del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso che chiedeva punzioni serie per “quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false” perché tutti sanno che “i terremoti non si possono prevedere”.
Da anni nel mondo scientifico è battaglia tra chi è contrario e chi a favore della possibilità di prevedere il verificarsi di fenomeni sismici. Tra questi ultimi c’è appunto Giampaolo Giuliani che, da 10 anni, insieme al suo gruppo di ricercatori si dice in grado di prevedere fenomeni sismici ad una distanza compresa tra i 100 e i 150 km dal Gran Sasso. Il metodo di Giuliani si basa sull’analisi del Radon, un gas radioattivo che viene sprigionato dalla crosta terrestre quando lo spostamento delle faglie gli apre varchi in grado di farlo giungere in superficie. E nei giorni scorsi Giuliani aveva proprio notato un aumento della quantità di Radon nella zona interessata poi dal Terremoto, che andava oltre la soglia di sicurezza. Quello che forse ha innescato le accese reazioni è stata l’indicazione di una presumibile data in cui sarebbe dovuto avvenire il sisma: tra domenica 29 e Lunedì 30 Marzo. Nessuna scossa in quella notte, ma col senno di poi si trattava solo di un appuntamento ritardato di una settimana.
“Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previsti” dichiara amareggiato Giuliani all’indomani della tragedia. Bertolaso invece continua a dire che dopo lo sciame sismico degli ultimi mesi “la scorsa settimana si è riunita all'Aquila la Commissione grandi rischi, che ha avuto una riunione con i tecnici locali e i più importanti sismologi nazionali perché avevamo bisogno di avere elementi: la conclusione è che non si poteva prevedere quello che sarebbe successo”.
Ma intanto non si può non pensare alle vite che si sarebbero potute salvare se solo qualcuno si fosse preso la briga di verificare di chi quel tremendo terremoto lo aveva profetizzato.
Enrica Raia










