Ciancimino: Dell'Utri tramite tra mafia e Stato dopo mio padre
Massimo Ciancimino cita Marcello Dell'Utri nell'ambito del processo a Mario Mori, il generale dei carabinieri accusato di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano. Secondo il figlio (nella foto) dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, Dell'Utri sostituì il padre nella trattativa tra Stato e mafia.
Il senatore del Popolo della Libertà respinge le "accuse" avanzate. Secondo Dell'Utri le dichiarazioni nono costituiscono altro che fango per la sua reputazione e per quella del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con cui il parlamentare è in strettissimi rapporti.
Un passaggio molto interessante della deposizione di Massimo Ciancimino dinanzi ai giudici di Palermo è quella in cui si parla dell'arresto dell'ex numero uno della mafia siciliana, Totò Riina: "dopo la strage di via d'Amelio mio padre mi spinse a riprendere i contatti con i carabinieri, il colonnello Mori e il capitano De Donno. Concordammo un nuovo incontro che avvenne nell'appartamento romano di mio padre, nei pressi di piazza di Spagna, tra il 25 e il 26 agosto. Ho un documento che prova quell'appuntamento. In quel momento, cambiava totalmente l'oggetto del dialogo fra mio padre e gli ufficiali dell'Arma rispetto alla prima trattativa. Nel momento in cui si percepiva chiara la ferocia di Cosa Nostra, mio padre reputava infatti interrotto qualsiasi tipo di rapporto con Salvatore Riina. I carabinieri chiesero allora di poter catturare Riina, non Provenzano, perché loro sapevano che Provenzano era un interlocutore privilegiato di mio padre".
Giovanni Carzana










