No B Day, dopo il successo i responsabili si organizzano: Non fermiamoci qui
Al No B Day va dato atto, qualora fosse ancora necessario, di aver dimostrato che internet è un mezzo di comunicazione per molti versi più potente degli altri. Mai nella storia di Italia una manifestazione organizzata da comuni cittadini era riuscita a portare in piazza così tante persone in così poco tempo. Forse la folla al No B Day di Roma non era di un milione di persone come sostenuto da alcuni responsabili, ma uno degli aspetti da sottolineare è che quella della Capitale era solo una delle città coinvolte. Le persone hanno chiesto le dimissioni di Berlusconi in decine di punti del globo distanti tra loro migliaia e migliaia di chilometri.
Oggi il No B Day è alle spalle e sono in molti a chiedersi: e adesso? Fino a prova contraria le dimissioni di Berlusconi non sono arrivate, ma ciononostante la manifestazione sembra non essere affatto fallita.
Oltre alle proposte affascinanti ma utili fino a un certo punto (come quella di porre una bandiera viola su ogni finestra), i No B Day boys hanno anche proposte più concrete. "La strada fatta finora ci dice che le caratteristiche leggere e partecipative della rete sono la nostra forza. Abbiamo dimostrato di essere in grado di cambiare non solo le modalità della politica, ma anche e soprattutto la sua agenda": queste le parole di Daniel, uno degli organizzatori del No B Day.
"In piazza tutti ci dicevano la stessa cosa: non molliamo", ha dichiarato Alessandro Toffu, tecnico informatico di 31 anni e responsabile organizzativo del No B Day; "quando pensammo alla manifestazione, il nostro obiettivo era far sì che per un giorno si parlasse di noi. Avete visto tutti cosa abbiamo combinato".
Giovanni Carzana










