Stefano Caldoro per la Regione Campania: il consenso di Pierferdinando Casini a Porta a Porta
Le elezioni regionali in Campania aprono nuovi scenari. Il rapporto tra l’Udc di Pierfedinando Casini e il PdL di Berlusconi trovano a Napoli declinazioni di una strategia che a livello nazionale non esiste ancora. L’allontanamento di Casini dal partito del premier si è consumato con l’atto di nascita del PdL. Ma adesso i giochi potrebbero cambiare.
Dopo l’accusa di opportunismo che Silvio Berlusconi ha lanciato contro la fazione di centro, Pierferdinando Casini potrebbe aver effettuato ieri sera, durante la trasmissione “Porta a porta”, una manovra di riavvicinamento. Tentativo che, almeno all’apparenza, sembra essere stato rigettato.
Le parole del leader dell’Udc – quelle che possono valere un segnale – testimoniano la sua stima nei confronti del candidato alla presidenza della Regione Campania: “Dopo aver detto no a Nicola Cosentino, esprimo un giudizio positivo su Stefano Caldoro: è un buon nome”, dal momento che “Caldoro ha una qualità rilevante”.
Ma Sandro Bondi solleva una palizzata erta di lance accusatorie: “La riprovazione della politica dei due forni dell’Udc è ineccepibile, così come la difesa di una politica che metta al centro la scelta degli elettori è connaturata alla prospettiva storica per cui è nato il Pdl”. Casini si difende ed alza lo scudo dell’indipendenza dai due partiti maggiori, notando che “Se volevamo arruolarci e seguire gli opportunismi, quelli veri, avremmo accettato di andare nel Pdl e di stare nel governo di Silvio Berlusconi”.
Schermaglie, queste, che comunque lasciano aperta – oggi più di prima – la possibilità di un’alleanza tra Berlusconi e Casini. Per dare a Stefano Caldoro la certezza della vittoria: l’UdC, si sa, può vantare una forte concentrazione elettorale in determinate località.
Danilo Massa










