AlmaLaurea: vale ancora la pena laurearsi?
Spesso si associa la laurea ad un titolo capace di dare un futuro sicuro e un lavoro stabile e ben retribuito. Alcuni studenti sono convinti di questo assunto, altri invece cercano subito dopo il diploma un lavoro che conferisca loro una certa indipendenza.
Nonostante ciò, la laurea resta un sogno che la maggior parte dei diplomati italiani cerca di raggiungere. Questo dato emerge dalla ricerca condotta da AlmaLaurea su 27 mila diplomati.
Per riuscire dal punto di vista scolastico e con l'aspettativa di un avvenire migliore, il 64,9% di quest'anno intende iscriversi all'università. Un incremento rispetto all'anno scorso e al 2004, anni in cui si stimavano percentuali rispettivamente del 64,4% e del 59,3%.
Il titolo di studio accademico è ambito da questa percentuale di studenti, in quanto conseguire una laurea permette di svolgere il lavoro per cui si è portati e magari per svolgere un'occupazione ben pagata. Ma non solo: anche per approfondire i propri interessi sociali e culturali.
A pensarla così sono soprattutto i liceali, che vedono nell'università l'unica via da percorrere per un futuro lavorativo certo. La pensano diversamente i diplomati alle scuole tecniche che preferiscono da subito lavorare. (39%). Negli istituti professionali, invece, la percentuale si aggira intorno al 50%.
Come afferma anche Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea,"L'indirizzo di studio nella scuola superiore e il genere influenzano in modo rilevante anche la scelta del corso universitario".
Nella scelta universitaria incide, quindi, il percorso fatto in precedenza. Le facoltà più gettonate sono ingegneria, scienze infermieristiche, economia, giurisprudenza. Nelle decisioni, i ragazzi sono influenzati anche dal titolo di studio dei propri genitori: se sono altamente qualificati si propenderebbe per l'università, viceversa dopo la scuola superiore si opterebbe per un lavoro immediato.
Daniela Caruso










