I ricercatori si ribellano alla Gelmini: Solo 696 posti su 2.100 promessi
Situazione allarmante per i ricercatori universitari. I posti di ricercatore assegnati dal Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sono solo 696 a differenza degli iniziali 2.100 annunciati per quest'anno.
Una batosta micidiale per tutti i ricercatori precari che speravano di inserirsi nelle università italiane.
I posti sono stati ridotti così drasticamente, in base agli stanziamenti messi a disposizione per i concorsi del 2009 e la loro relativa ripartizione. Francesco Cerisoli, presidente dell'Apri, (Associazione Precari della Ricerca Italiani), ha fatto notare questa massiccia discrepanza tra posti attesi e posti ottenuti in concreto dai ricercatori.
Come dichiara lo stesso Presidente al Corriere della Sera, c'è stato un dimezzamento dei fondi inizialmente stanziati. “Lo stanziamento parlava di 80 milioni di euro per il 2009. Di questi 80, la metà, sono stati usati per "pagare" gli stipendi dei ricercatori assunti nel 2007 e 2008. I restanti 40 milioni sono poi stati destinati a coprire il 100% degli stipendi dei neo assunti benché solo il 50% doveva servire a questo scopo”.
Risultato di questa mossa azzardata: 1404 posti mancati per l'anno 2009.
Una “situazione drammatica” per Cerisoli: “Le Università continuano a pagare stipendi a migliaia di professori over-65, e chiudono di fatto le porte ai giovani. Il Ministero quest'anno taglia 621 milioni di euro al Ffo (Fondo Ordinario per le Università), che non vengono nemmeno pareggiati dal finanziamento derivante dallo scudo fiscale".
La precarietà che vive l'Università spinge molti cervelli a trovare fortuna all'estero anche perché – come spiega Cerisoli - "la protesta organizzata fino a questo momento non ha prodotto risultati concreti, e ai precari non si può più chiedere di aspettare".
Daniela Caruso










