Il Mezzogiorno nega il Diritto allo Studio
I figli dei disoccupati non possono studiare. Per il 66% di loro, diplomarsi e laurearsi sono mete irraggiungibili. L'ignoranza spesso rende impossibile progettare un futuro migliore.
Soltanto il 34% dei figli di disoccupati riesce a continuare gli studi, con forti dislivelli da regione a regione. In Campania, soprattutto a Napoli, la percentuale scende ben al di sotto del 30%.
Numeri che peggiorano nel caso in cui il capofamiglia disoccupato sia egli stesso privo di titolo di studio.
In questa caso, soltanto il 19% dei figli continua gli studi oltre le scuole medie – si tratta di due studenti su dieci.
Dati totalmente inversi, se invece si fa riferimento ai figli di professionisti occupati e con elevato titolo di studio. In questo caso, ben il 76% del totale continua il percorso formativo fino alla laurea ed oltre.
Le discriminazioni nel campo formativo si riflettono anche nell'occupazione lavorativa. Al Sud, soltanto i laureati che hanno superato i 30 anni riescono a trovare inserimento lavorativo al pari del Nord.
Per gli under-trenta, invece, il tasso di disoccupazione è molto elevato: circa il 20%. La laurea non è una garanzia di lavoro da queste parti.
Cifre che peggiorano se si tengono in considerazione i laureati under-24. Al Nord oltre il 76% di essi è occupato, mentre al Sud la percentuale scende al 43%.
Ma la cifra più allarmante riguarda l'esercito silenzioso di chi non studia e non lavora. Sono oltre un milione e 252 mila in tutta Italia, ma ben il 66% del totale proviene dal Sud. Spesso, per il 42%, si tratta di donne.
Daniela Caruso










