Niente libri gratis per le scuole elementari
Ancora una brutta notizia dal mondo dell'istruzione. Come si legge nella tabella 8 del ddl del bilancio 2010, saranno tagliati i fondi che garantiscono i libri gratis ai bambini delle elementari che vivono in famiglie a basso reddito.
Il diritto allo studio viene così negato ancora una volta. Verranno, infatti, tagliati più di 103 milioni di euro che avrebbero assicurato la gratuità dei libri di testo nella scuola dell'obbligo.
Una mossa che allontana l'Italia dagli standard europei che mettono al primo posto l'istruzione: caso esemplare sono i paesi scandinavi, i quali ritengono che la formazione sia uno dei punti di forza del paese. Per questo motivo investono in essa gran parte del Pil interno, garantendo così il diritto allo studio ad ogni singolo cittadino.
Tornando all'Italia, questa decisione, del tutto assurda e controproducente, danneggia soprattutto gli enti locali, che non avranno altri modi per reperire risorse necessarie volte a garantire la copertura gratuita dei libri scolastici.
Ma la questione dell'azzeramento del fondo per i libri gratis non è di certo nuova: infatti, anche Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio, è stato il primo ad introdurre questo netto taglio all'istruzione.
I ragazzi delle scuole medie ed elementari, con una famiglia a reddito basso, quindi, si troveranno in una situazione davvero imbarazzante e drammatica. I libri di testo si compreranno e lo studio diventerà, paradossalmente, un vero e proprio lusso.
Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd, chiede l'intervento immediato del Ministro dell'Istruzione Gelmini, in quanto questa manovra rappresenta “Ultimo scippo del Governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali”- e che per questo motivo il Ministro deve intervenire per - “Porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse”.
Daniela Caruso










