PD contro il Maestro Unico
Una scuola pubblica di qualità, meritocrazia e sicurezza degli istituti scolastici – queste le linee guida che il Pd propone per riformare la scuola italiana. Per questo scopo, il partito indice una raccolta firme e lancia una petizione popolare. Nel mirino, la cancellazione della Riforma Gelmini.
Bisogna evitare i tagli all'organico scolastico che in tre anni metteranno in mezzo alla strada 132 mila insegnanti. Lo Stato cerca un risparmio di 8 miliardi di euro, anche attraverso l'imposizione del “maestro unico”.
La raccolta firme coinvolgerà tutti: insegnanti, alunni e genitori, e sarà finalizzata a presentare un disegno di legge in Parlamento.
Le emergenze da affrontare velocemente – secondo il Pd – sono: tempo pieno da garantire a tutte le famiglie che ne hanno fatto domanda; fermare il licenziamento degli oltre 132 mila insegnanti e personale Ata; assegnare nuove risorse alle scuole; mettere in sicurezza gli edifici scolastici pericolanti.
Otto sono le richieste del Pd. Innanzitutto, bisogna mettere al centro della riforma lo studente e garantire il diritto allo studio con agevolazioni, libri gratuiti, trasporti, mense e borse di studio.
Bisogna poi aggiornare le competenze dei docenti, soprattutto quelli di Matematica e delle materie scientifiche.
La valutazione dei docenti dovrà essere affidata ad autorità esterne, contestualmente all'aumento del personale garantito ad ogni scuola – in modo da metterla in grado di funzionare in piena autonomia, senza ricerca aiuti esterni.
Necessarie sono sperimentazioni locali per migliorare la spesa e l'istruzione, alzando l'obbligo dell'età scolastica a 16 anni.
Ma l'apprendimento deve essere favorito per tutto l'arco della vita – non soltanto in età scolastica – garantendo anche incentivi e indennità per disoccupati e precari che seguano corsi di formazione.
Daniela Caruso










