Scuola, Ricolfi: gli studenti non si esprimono correttamente
Generazione sms: questa è l'etichetta che viene attribuita ai giovani d'oggi.
Ragazzi che tendono sempre più ad utilizzare un tipo di scrittura che si uniforma a quella usata per i brevi messaggi di testo, commettendo spesso gravi errori ortografici.
Valentina Carosso, studentessa modello intervistata da La Stampa, risponde alle critiche mosse verso la propria generazione.
Ricolfi, importante studioso e ricercatore sociale, afferma, infatti, che i giovani trovano difficoltà ad esprimersi per iscritto in modo corretto.
La studentessa replica a questa affermazione, dicendo che ha "compagni che fanno ancora errori di ortografia. Mi sembra grave che alla fine della quinta liceo non si sappia scrivere bene in italiano".
Ma le critiche passano anche al parlato: infatti ci si lamenta anche della brevità delle esposizioni a cui Valentina risponde così: "Molti usano frasi corte perché non riescono a collegare i concetti. Nella vita di tutti i giorni è diverso, manelle interrogazioni, quando non conoscono bene la materia con il suo linguaggio specifico e devono arrampicarsi sui vetri, è tragico. Usano termini vaghi e i professori si innervosiscono, li interrompono per farli ragionare. Poi, c’è chi ripete il libro parola per parola".
Si accusa i giovani anche di usare Internet come luogo privilegiato di archiviazione e memoria, ma anche come canale preferenziale per ricerche di qualsiasi natura.
"Ciò che noi studiamo è tutto nel Web e nel Web siamo abituati a verificare ogni dubbio. È la memoria cui si può ricorrere comunque, poi sta ad ogni persona usarla bene"- così commenta Valentina.
Spesso, però, gli studenti si fidano ciecamente delle informazioni trovata in rete, producendo dei temi o ricerche in cui, come afferma anche Valentina, compaiono "dati veramente assurdi".
Valentina non si rivede nella descrizione di Ricolfi: non si può fare di un'erba un fascio, in quanto "chi vuole imparare può farlo" e si impegna per raggiungere gli obbiettivi, a differenza dei più sfaticati che prendono la scuola sottogamba.
Daniela Caruso










