Studenti del Sud: più bravi solo perché copiano
Gli studenti delle scuole medie del Sud sono risultati più bravi e più preparati rispetto agli alunni delle scuole medie del Nord.
I ragazzi delle diverse zone del paese sono stati valutati con i paramentri dell'Invalsi.
Sono scattate subito le polemiche: infatti, si è detto che i ragazzini del sud sono risultati più bravi ai test, in quanto hanno avuto maggiori possibilità di copiare durante l'esame.
Ma il fatto che lascia davvero allibiti è che il Ministero dell'Istruzione ha ritoccato i risultati delle graduatorie, facendo ritornare ai primi posti i ragazzi del Nord Italia. L'antimeridionalismo, in questo senso, tocca l'apice, ma arrivano subito le critiche della controparte.
Ovviamente arrivano le smentite, soprattutto da parte del Dott. Piero Cipollone, presidente dell'Invalsi, che afferma che queste accuse di antimeridionalismo sono del tutto infondate e che per costruire la graduatoria si è fatto riferimento a paramentri statistico-matematici per valutare la veridicità delle interviste e dei test.
Sotto analisi, dunque, studenti ma anche insegnanti che molto spesso chiuderebbero un occhio o quantomeno lascerebbero copiare gli alunni durante i test finali.
Come afferma Ricolfi, è difficile "ottenere la piena collaborazione degli insegnanti, perché comunque ci sarà sempre un incentivo a «fare bella figura». Ma nemmeno credo alla possibilità di ottenere, in tempi ragionevoli, un tasso di copiatura omogeneo su tutto il territorio nazionale, così da rendere automaticamente comparabili i risultati di territori diversi.
Il ricercatore, inoltre, aggiunge che "Il tasso di copiatura, infatti, è distribuito fra le regioni italiane in modo incredibilmente simile al tasso di spreco della Pubblica amministrazione, il che fa sorgere il sospetto che entrambi dipendano - in ultima analisi - dal senso di responsabilità individuale, ossia da qualcosa che difficilmente può cambiare in pochi anni. Se si vuole che le scuole sappiano la verità su se stesse, la via maestra è un’altra: mettere l’Invalsi in grado di effettuare le rilevazioni con personale proprio, come già avviene in altri Paesi europei, anziché costringerlo (per mancanza di fondi) a usare gli insegnanti come somministratori dei test".
Daniela Caruso










