Australian Open, Roger Federer trionfa e allunga il record
Tre set e uno sforzo relativo.
Tanto è bastato a Roger Federer per confermarsi il numero uno al mondo del tennis. Incontrastato, inavvicinabile e sempre affamato di vittorie. Come quella raggiunta oggi nella finale degli Australian Open contro Andy Murray con il risultato di 6-3 6-4 7-6.
Sul cemento di Melbourne, lo svizzero ha impiegato 2 ore e 41' di gioco per dimostrare ancora una volta la sua forza e conquistare il 16° titolo Slam: 4 Australian Open, 1 Roland Garros, 6 Wimbledon e 5 US Open, questo l'incredibile bottino-record che gli permette di allungare sull'americano Pete Sampras, fermo per sempre a quota 14 non essendo più in attività.
Il trionfo di oggi, però, ha un sapore particolare, come spiega lo stesso campione elvetico a fine match: "Questo è il primo titolo del grande Slam che vinco da papà - ha spiegato un emozionato Federer, che ha speso parole di stima per l'avversario battuto oggi - e questo significa moltissimo per me. Mi si apre un mondo davanti. Oggi ho giocato un tennis fantastico, e sono al settimo cielo. Quanto a Murray, gli dico che gioca troppo bene per non vincere un torneo dello Slam: prima o poi succederà, ne sono certo".
Tanto fair-play anche nelle parole di un commosso Murray, scoppiato a piangere mentre a fine partita salutava il pubblico presente sugli spalti. "Voglio congratularmi con Federer, quello che ha fatto oggi è stato incredibile, ho visto un giocatore straordinario - ha detto lo scozzese -. Spero di tornare qui e di poter vincere, intanto mi dispiace per tutti quei tifosi che mi hanno sostenuto, qui e da casa. Posso piangere come Roger (anche lui si è commosso a fine partita, ndr), peccato che non possa vincere come lui".
Alessandro Fedele










