Dall'Italia alla Mongolia con una Panda
Il 19 luglio 2008 parte la corsa automobilistica più pazza del mondo: il Mongol Rally. I requisiti per partecipare sono: un'autovettura che non superi i 1.000 cc di cilindrata e non avere a bordo alcun strumento tecnologico (navigatori, cellulari, gps etc...). Niente male per una gara che è lunga intorno ai 15 mila chilometri attraverso una dozzina di stati, due continenti e in cui si affrontano condizioni climatiche di ogni tipo.
Tra i team che quest'anno saranno al via della folle corsa ce ne sarà uno tutto italiano, per due terzi napoletano. I campani Salvatore e Igor con Massimo di Torino, faranno il percorso a bordo di una Fiat Panda 900 del 1997, ribattezzata sul proprio sito la StuPanda. Il loro team si chiama Inform Our Mothers, e diversamente non potrebbe essere visto che tutti e tre sono per l'avventura estrema e da sempre con i propri viaggi in giro per il globo danno filo da torcere alle proprie madri. Certo la Panda è stata modificata per quanto possibile, per rendere un minimo più confortevole il viaggio ai tre eroi, ma soprattutto per affrontare ogni tipo di situazione, e con un viaggio così lungo attraverso luoghi remoti e impervi si deve pensare veramente a tutto. I ragazzi in questi giorni pre-partenza stanno pensando addirittura di portare le catene per le gomme, ma non per la neve, bensì per situazioni estreme dalle quali uscire senza l'aiuto di nessuno. Il motore "nuovo" che è stato montato sulla vettura l'hanno reperito allo scasso da un'auto incidentata del 2003 che segnava 44 mila chilometri, e adesso sul forum accettano consigli su che colonna sonora portare per il viaggio, visto che almeno l'autoradio è di ultima generazione con ingresso Usb e SD.
Il percorso per arrivare fino ad Ulaan Baatar, capitale della Mongolia, non è fissato e ogni team può scegliere la strada che vuole per arrivarci. Salvatore, Igor e Massimo hanno pubblicato sul proprio sito ufficiale la rotta che seguiranno, e inoltre è possibile effettuare donazioni al team visto che uno dei requisiti per partecipare è raccogliere 1.000 dollari da devolvere in beneficienza. Ma la solidarietà non è marginale in questa corsa e i tre fanno sapere attraverso il proprio sito "non è un viaggio, è Il viaggio; è l'occasione per fare qualcosa di affascinante e avventuroso provando la piacevole sensazione di essere utili a qualcuno meno fortunato di noi". Il loro ricavato sarà devoluto ad un orfanotrofio della Mongolia. Allora non ci resta altro che fare un grosso in bocca al lupo al team Inform Our Mothers, seguirne le avventure e attendere con ansia il diario di viaggio, e magari donare anche qualche euro per sostenerli e fare del bene a chi sta peggio di noi.
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Davide Nunziante









